“Dietro alla vetrina nascosta, migliaia di cioccolatini
aspettano di essere venduti. Uova, animali, nidi di Pasqua
avvolti da nastri in scatole regalo, coniglietti con vivaci
guarnizioni di cellophane...
Domani certo i bambini si sveglieranno al suono delle campane
di Pasqua e il loro primo pensiero non sarà
«E' risorto!», ma «Cioccolatini! Cioccolatini
di Pasqua”».
Ma come sarebbe se non ci fosse la cioccolata?”
Joanne
Harris, Chocolat
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L'Equinozio,
o Capodanno primaverile, indica l'effettivo inizio del lavoro
agricolo con le semine in campo e la raccolta della prime
erbe selvatiche ed insalate.
Il preludio a questa risurrezione della natura è
stato senz'altro il Carnevale, marcato dalla porta del tempo
della Candelora, il
2 febbraio. |
L'Equinozio indica quel
punto dell'anno solare in cui il tempo della luce equivale al
tempo del buio. La data legale è variata nella storia a
seconda dei luoghi (pur aggirandosi attorno al periodo primaverile):
a Roma era fissata per il 25 marzo, ad Alessandria il 21. I cicli
durante gli anni erano comunque molto imperfetti e costringevano
a continui adeguamenti. Fu il Concilio di Nicea che nel 325 d.C.,
tra le altre cose, fissò anche la data per l'equinozio
nel calendario giuliano al 21 marzo (Cfr. Cattabiani, p.173).
Oggi viene considerato l'Equinozio astronomico e quindi non è
più fisso ma varia secondo gli anni tra il 20 e il 21 marzo.
Il periodo equinoziale di primavera è strettamente legato
ai culti di fecondità e fertilità che sin dalle
origini della storia e preistoria umana, hanno scandito i tempi
sacri per assicurarsi la vita, il cibo, la prosperità.
Non a caso i suoi simboli sono uova, conigli e colombe e la stessa
morte e resurrezione divina del Cristo rimanda ai ben più antichi riti di morte e rinascita del re dell'anno.
Ma a scandire, ancora una volta, il tempo della rinascita è
la Luna, dea del ciclo Vita-Morte-Vita.
Sia la Pasqua
ebraica sia quella cattolica utilizzano come astro indicatore
del tempo sacro la Luna.
La Pasqua ebraica cade infatti al plenilunio del primo mese
lunare dopo l'equinozio primaverile. Mentre quella cristiana
e cattolica fu fissata, anch'essa a Nicea, nella prima domenica
dopo il plenilunio che segue l'equinozio primaverile.
Abbiamo visto come la luna della Candelora
“marcava” l'arrivo precoce o tardivo della stagione
primaverile. |
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Per il contadino era
di vitale importanza prevedere con la massima esattezza l'andamento
dell'anno agricolo, perché solo così si sarebbe
assicurato il necessario per la sopravvivenza. Scrive Grimaldi:
“Due grandi momenti contrassegnano l'attività
annuale del contadino. Dall'equinozio di primavera a quello autunnale
si assiste ad un notevole intensificarsi ed estendersi dei ritmi
lavorativi nel corso della giornata, mentre nel periodo invernale
si hanno pochi impegni nei campi, i ritmi produttivi rallentano
e la gente trova il tempo per riscoprire momenti di intensa socialità”
(Grimaldi, p.42)
La luna del 2 febbraio governa il tempo del Carnevale (l'ultimo
novilunio d'inverno) e indicando l'inizio della Quaresima permette
di allineare il tempo pasquale con l'effettivo arrivo della primavera.
Se l'ultimo giorno di Carnevale cade esattamente il 2 febbraio
ci ritroveremo una Pasqua precoce (detta alta) ossia molto prossima
all'equinozio di primavera.
E' la luna di Pasqua che regola la scansione delle feste mobili:
il primo plenilunio che cade dal 21 marzo in poi determina nella
domenica successiva la ricorrenza pasquale, così come stabilito
a Nicea. .
La prima data possibile è quindi il 22 marzo, per i cristiani:
la scadenza pasquale più alta detta anche “in chiave
anteriore”. “Grazie al gioco della luna sull'anno
tropico, Pasqua cambierà tra questa chiave anteriore e
la sua scadenza più bassa del 18 aprile (che sarà
rinviata al 25 se il 18 cade di domenica). E' la chiave posteriore”
(Gaignebet, Lajoux, 1985, p.69, n.6 in Grimaldi p. 79).
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Abbiamo visto
che il contadino controlla il tempo del 2 febbraio (Candelora)
e se trova che il novilunio avviene in quei pressi abbiamo
la coincidenza del Carnevale con l'inizio di febbraio e
la Quaresima lì dappresso. La Pasqua allora sarà
alta (attorno al 22 marzo) e coinciderà con l'equinozio
di primavera.
Questo al contadino indica un'annata in cui la ruota solare
al tempo dell'Equinozio coincide con il tempo mobile scandito
dalla luna (che determina il clima) e la primavera metereologica
corrisponderà a quella solare.
Viceversa, le semine dovranno attendere per allinearsi in
modo produttivo con la luna che sfasa il calendario
lunare con quello solare. |
Infatti, come dice anche il Grimaldi, “il contadino temeva
una Pasqua molto bassa, segno di un lungo inverno che avrebbe
influenzato tutta la nuova stagione agraria.”(Grimaldi p.
84).
Un proverbio piemontese recita Trist' a cul an che Crist u
ciapa Giuan (triste quell'anno in cui Cristo prende Giovanni)
indicando che quando la festività del Corpus Domini –
ultima festa mobile del ciclo pasquale – coincide col giorno
di San Giovanni, per la campagna sarà un anno difficile.
Stretti simboli del mondo lunare che ancora ci ricordano la rinascita
della vegetazione e della fecondità (e sensualità)
animale sono quelli che ancora oggi ornano le vetrine dei negozi
e vengono scambiati e regalati ai bambini.
Il coniglio
pasquale che depone uova dolci e decorate nei prati affinché
i bambini, la mattina di Pasqua, li vadano a cercare, è
un personaggio mitico legato all'uomo lunare.
Essendo, come abbiamo visto, la Pasqua una festa mobile
corrispondente alla prima Luna Piena dopo L'Equinozio, questo
plenilunio è la massima punta della fertilità
e fecondità annuale sia per la terra sia per gli
animali. Infatti nascono le prime erbette, i primi pulcini,
i leprotti e via dicendo.
Il coniglio pasquale è un personaggio mitico che
assicura al plenilunio la covata di uova fecondate.
Ma perché collegare il coniglio alle uova? Il coniglio
corre veloce per i campi ed è questa “corsa”
un simbolo di fecondazione della terra e quindi di tutti
i suoi abitanti. Nota è infatti l'attribuzione alla
straordinaria forza procreativa del coniglio nella tradizione
e nel folklore. |
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“Ma il coniglio
lunare che feconda la terra è sempre un personaggio del
regno dei morti che ogni anno concedono la fertilità ai
vivi” (Bonnet, p. 108) e lo possiamo riconoscere nelle
forme che si disegnano nel disco lunare.
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Per comprendere
le antiche simbologie pagane è necessario fare sempre
riferimento al mondo contadino (pagus: abitante del villaggio,
del borgo) e ai suoi tempi ciclici che hanno codificato
poi quei simboli e quei rituali che ancora oggi (benché
acquistiamo gli alimenti al supermercato e la stessa agricoltura
si è slegata dal ritmo naturale) rimangono come traccia
indelebile.
Nel mese di febbraio le galline cominciano a covare e raggiungono
la produzione massima di uova tra marzo – aprile e
agosto – settembre. L'inizio della produzione di uova
dopo l'inverno costituiva un elemento portatore di ricchezza:
in marzo infatti le scorte alimentari erano esaurite o ben
scarse. Le uova di gallina erano inoltre i soldi
delle donne: grazie alla vendita di quest'ultime
la contadina si assicurava un piccolo guadagno, un bene
di cui disponeva a piacere, senza parlarne al marito (cfr.
Bonnet, 105 ).
L'uovo come simbolo di fertilità veniva così
mangiato nelle frittate pasquali, consumate all'aperto il
lunedì successivo alla domenica di Resurrezione.
Lo stesso valeva per le uova dolci che si preparavano ai
bambini, di cui l'uovo di cioccolato è l'ultima rimanenza. |
Uova dolci
o uova sode decorate venivano nascoste nel giardino ed ai
bambini si raccontava che fossero state deposte dal coniglio
pasquale. Il mattino di Pasqua i bambini, appena svegli,
dovevano correre fuori e cercarle.
Ma la domenica stessa di Resurrezione veniva anche chiamata
Pasqua d'Uovo perché la si festeggiava donando e
mangiando uova sode colorate che erano state benedette in
chiesa al sabato santo. |
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Usanza in tutta Europa
era regalare uova smaltate, in porcellana, in lapislazzuli, in
vetro e persino in oro o argento. Ancora oggi si possono trovare
nei mercatini dell'antiquariato uova vittoriane dalle più
favolose decorazioni.
In ogni tradizione l'uovo è simbolo di rinascita, nella
tradizione cattolica è simbolo del Cristo risorto e speranza
della futura risurrezione dei fedeli.
L'uovo appartiene anche al ciclo delle questue. Questo ciclo comincia
con Samhain, Halloween o Tutti i Morti nella tradizione cattolica,
il 31 ottobre. Proseguiva in alcuni posti con le questue dell'Epifania
e arrivava fino alle sfilate del Primo Maggio - Beltane. Era usanza
nelle campagne del Monferrato Casalese, fare una di queste questue
quindici giorni dopo Pasqua: i chierichetti, andando a benedire
le case, ricevevano in dono dalle famiglie uova e soldini. Con
le prime la perpetua cucinava una grande frittata per festeggiare,
e i secondi venivano divisi tra i chierichetti (Cfr. Balice, p.42).
La questua delle uova (che si ripeterà a maggio) eseguita
dai bambini riporta ai riti di compiacimento delle energie sottili
grazie al favore delle anime semplici – i bambini –
per assicurarsi fecondità, fertilità e abbondanza
per l'annata successiva.
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Simbolo nella
tradizione cristiano – cattolica sia del Cristo sia
dello Spirito Santo, nel mondo pagano è strettamente
legata al ritorno del tempo dell'amore, ricordandone, con
le tenere effusioni che i colombi si scambiano in questa
stagione, la purezza: la coppia di colombi che costruisce
il suo nido, genera il piccolo e lo curerà con amore
mantenendosi fedele è simbolo di un amore di coppia
tenero e perfetto.
Ma la colomba, sin dalla preistoria, era uno degli animali
legati al divino femminile: portatrice di primavera, uccello
dell'anima, rappresentata in tutte le raffigurazioni della
Signora degli animali e della vegetazione, comprese quelle
mariane (Cfr. il lavoro di Marija Gimbutas). |
Le campane
sono un altro simbolo che unisce la religiosità cristiana
con gli antichi culti pagani di fertilità.
Ancora pochi anni or sono si regalavano fatte
con la cioccolata, proprio come le uova.
Nella ritualità cattolica dell'intenso periodo di
Pasqua, con la morte del Cristo il tempo si ferma, a lutto.
Le campane tacciono a mezzogiorno del venerdì santo.
Il suono delle campane rappresenta un importante riferimento
temporale per il contadino. Con la sospensione del suono
delle campane il tempo resta sospeso e introduce tutta la
comunità al tempo di mezzo, di passaggio, che è
la morte.
Verso le dieci del mattino del sabato santo le campane venivano
suonate a ripetizione: si diffondeva per le campagne il
suono del Gloria.
In chiesa si scoprono le croci (precedentemente coperte)
e il Santissimo viene riportato sull'altare maggiore. Il
tempo della morte è finito: il Cristo sta per risorgere. |
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Nei campi si consumavano
invece gli antichi riti pagani: non appena il Gloria suonava,
i bambini correvano ad abbracciare gli alberi perché producessero
più frutti, i contadini andavano nella vigna a legare alcuni
tralci di vite per cominciare il lavoro al suono del Gloria e
tutti correvano a bagnarsi gli occhi o con dell'acqua benedetta
o con l'acqua di pozzi o sorgenti che vi erano a disposizione.
Al suono del Gloria tutte le acque erano sante (Cfr. Balice,
p. 157, e Grimaldi, p. 195).
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L'aspetto
solare dei riti primaverili è visibile in tutto il
complesso impianto della morte rituale del dio e della sua
successiva resurrezione o rinascita.
Come tempo solare, ricordiamo, siamo nella porta equinoziale.
Se la porta equinoziale e il plenilunio corrispondono si
ha il matrimonio perfetto: le stagioni climatiche corrispondono
alla scansione temporale dell'anno solare, la prosperità
è garantita! |
Sotto il
segno dell'Ariete |
Con l'Equinozio
il sole entra nel segno dell'Ariete.
Sia la Pasqua ebraica sia quella cristiana cadono sotto
il segno dell'Ariete: l'agnello maschio diventato adulto.
L'Ariete domina il periodo tremendo che segna il passaggio
dall'inverno alla primavera, dal vecchio al nuovo anno,
è il primo segno dello zodiaco.
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Ecco che il sacrificio
dell'ariete è un tema noto sin dall'antichità: l'ariete
sacrificato per offrire il vello d'oro, pegno di salvezza nei
miti Greci fino all'Agnello di Dio immolato per la nostra salvezza
sulla croce e per noi risorto (Cfr. Cattabiani, p.166).
Ma la morte e resurrezione degli dei era un tema già noto:
Adone, festeggiato ad Atene nelle Adonie, ed ancor prima Tammuz
festeggiato dai Fenici, dio babilonese al quale i fedeli si rivolgevano
chiamandolo Adon, signore. Ma Tammuz era anche detto Pammegas
(l'universalmente grande, il sommo) diventando Pan in Grecia.
Dioniso Eleuterio, festeggiato in Grecia un mese dopo l'equinozio
di primavera nelle Grandi Dionisie dove il dio morto e resuscitato
veniva trasportato come statua in una processione accompagnata
da simulacri di forma fallica.
Per il mitraismo all'equinozio di primavera cadeva la nascita
del mondo e il suo futuro rinnovarsi alla fine del Grande Anno.
Il motivo ricorrente in tutti i miti era il sacrificio di un dio
a cui succede una creazione – rinascita, simboleggiati dal
sole che incrocia e poi supera la linea dell'equatore celeste
(Cfr. Cattabiani, p.162 – 165).
Sicuramente oggi il rito più complesso è la Pasqua
cattolica, anche se ha perso gran parte della struttura rituale
che utilizzava in passato e che cominciava dal Mercoledì
delle Ceneri (legato al novilunio carnevalesco) per proseguire
con la Quaresima di purificazione, culminare con le celebrazioni
pasquali e terminare al Corpus Domini, festa mobile che può
giungere fino a fine giugno.
In questo modo la ritualità cattolica comprendeva al suo
interno tutte le celebrazioni legate al risveglio della natura
e alla propiziazione del sacro e divino che un tempo i pagani
ritualizzavano per assicurarsi l'abbondanza.
Uno studio accurato della simbologia cattolica del periodo pasquale
si trova in Cattabiani, e qui è impossibile delinearne
i contenuti in modo approfondito.
La scansione temporale al culmine della morte e resurrezione del
Cristo, però, mantiene ed esalta tutta una simbologia legata
alle forze del divino che si manifestano nella sua potenza proprio
grazie ai riti e all'uso dei simboli ad essi legati: l'olivo e
la palma dell'entrata di Gesù in Gerusalemme, l'olio sacro
e l'unzione dei catecumeni, il pane e il vino dell'ultima cena,
il silenzio del venerdì santo con la soppressione del suono
delle campane, la via crucis, la croce e la drammatizzazione della
passione del Cristo, il dolore e la penitenza che si rivivono
tra i fedeli, fino al culmine dell'accettazione della morte in
tutto il suo aspetto di dolore e contrizione. Il dio è
morto.
Culmine di sofferenza che prelude alla gioia più grande:
quella di scorgere nella morte stessa e nella sua ineluttabile
accettazione, la resurrezione del dio vivente, il suo ritorno:
colui che ha sconfitto la morte come il sole che risorge ad un'alba
nuova e si appresta a percorrere quello spazio di zodiaco che
lo vedrà, a breve, trionfare nel Solstizio estivo.
Ed è in queste celebrazioni, dove il mistero della morte
si coniuga al quello della vita e del superamento della morte
stessa, che auguro a ciascuno di noi di trovare (o ritrovare)
in un uovo di Pasqua o nel suono del Gloria, la rinascita dei
nostri sogni migliori.
©2008 Testo di Micaela Balice per
www.strie.it
Ultima revisione febbraio 2010
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito
consenso dell’autrice è vietata.
Bibliografia
BALICE, Micaela, Il calendario rituale contadino: il ciclo della
vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994,
Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di
Torino)
BONNET, Jocelyne, La terra delle donne e le sue magie, Red Edizioni,
Como 1991
CATTABIANI, Alfredo, Calendario, Mondatori 2003
GIMBUTAS, Marija, The language of the goddess”, Thames &
Hudson, 1989
GRIMALDI, Piercarlo, Il calendario rituale contadino, Franco Angeli
Torino 1993
FLAGG, Fannie, Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle
Stop, Sonzogno, Milano 1992
PINKOLA ESTÉS, Clarissa, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli,
1993
STONE, Merlin, When God was a woman, Harvest/Harcourt Brace edition
1976
Immagini
http://blog.libero.it/acciarella/4291207.html
http://www.gallipolinelsalento.it
http://angelsgraveyard.splinder.com/archive/2006-12
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2006/12/noi-siamo-distrutti-dal-lavoro.html
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http://www.celticconnectionsradio.org/weekphotoarchive4.shtml
http://www.stocklinch.org.uk/PicGalleryOld.htm
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