Questo periodo della Ruota dell’Anno comincia con la festa
di Candelora - Imbolc (2 febbraio)
e termina con l’arrivo della primavera segnato dalle festività
legate all’Equinozio, a Oestara e alla Pasqua cattolica,
festività che vanno dalle equinoziali del 21 di marzo alle pasquali che possono oscillare fino a fine aprile.
E’ un momento importante nella vita contadina, un momento
di marca, di demarcazione del tempo, del clima e
delle stagioni.
Situato tra il Solstizio
d’Inverno e l’Equinozio,
in una posizione che potremmo indicare con il Nord – Est
in una immaginaria ruota delle corrispondenze, è associabile
agli elementi Terra e Aria che vengono rappresentati dal clima
freddo ancora persistente e dai primi venti che allontanano le
perturbazioni consentendo al bel tempo di risorgere.
Associandolo
al ciclo lunare, potremmo legarlo alla luna appena in crescita,
appena dopo il novilunio ma che non è ancora al suo
primo quarto.
E’ quindi un tempo legato alla rinascita, ma una rinascita
che non è ancora né presente né manifesta. |
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L’orto e il giardino appaiono
morti, addormentati come nelle fiabe, in un sonno apparentemente
senza vita.
Le gemme sono gonfie, gravide verrebbe da dire, ma non osano aprirsi:
un errore potrebbe comprometterle definitivamente.
La terra è scura, se è stata ben lavorata ha preso
il gelo, la neve e le prime piogge: è pronta per
essere fertilizzata, lavorata, manipolata, amata.

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Le prime semine.
Questo è il periodo delle semine. Ma non tutte le
semine si potranno effettuare direttamente nella terra soprattutto
al Nord dove il rischio di gelate o di grandinate
improvvise potrebbero pregiudicare l’intera annata. |
Le semine
possono avvenire in serra. Una serra potrebbe benissimo
essere uno scaffale coperto con una plastica adatta in modo
che passi la luce ma non il freddo.
Oppure una stanza con
una temperatura di 10° - 15° circa.
Miniserre vengono
vendute nei negozi specializzati e possono essere utili
nella prima fase della semina, finché i piantini
sono molto piccoli.
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La scelta
dei semi da utilizzare è sempre stata una mia passione.
In famiglia raccogliamo di tutto e ogni anno abbiamo solo
l’imbarazzo della scelta: varietà di pomodori
multicolori, di peperoncini provenienti da ogni parte del
mondo e tutto il necessario per l’orto (zucchine, melanzane,
peperoni e via dicendo). |
E poi c’è il divertimento:
i fiori, le officinali, il seme d’acacia trovato nel bosco,
il seme di cedro siberiano che per l’ennesima volta non
germoglierà e via dicendo.
Preparare
i piantini è una cosa molto semplice, anche se necessita
di attenzioni e cure: per questo è un’attività
importante da condividere coi bambini educandoli in questo
modo alla vita e al rispetto per l’ambiente che li
circonda.
Servono vasetti di piccole dimensioni, terra buona e un
luogo adatto.
Pochi semi per vasetto possono bastare, ma soprattutto bisogna
etichettare in qualche modo le varie specie perché
dopo un po’ la confusione potrebbe essere totale! |
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Poi basta mantenere la terra sempre
umida, evitando ristagni d’acqua ma anche che si asciughi
il panetto: ecco perché un luogo non troppo caldo né
secco è l’ideale.
Ora non resta che attendere (continuando a mantenere umida la
terra): nel giro di due settimane, un mese o qualcosa in più
(ogni specie ha i suoi tempi), ecco che spuntano i piantini,
spesso così caparbi che bisogna diradarli per evitare che
si schiaccino a vicenda.
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Quando saranno
grandicelli sarà possibile farli uscire al sole e
trapiantarli in piena terra, ma saremo già a Oestara,
in Primavera. |
Compartecipare con la Natura in questo
atto magico che è la nascita è sempre un evento
emozionante.

La purificazione della terra
Un altro lavoro importante in questo periodo è la pulizia sia del giardino sia dell'orto.
Non appena le giornate si allungano e si scaldano viene spontaneo ripulire dai rami secchi, togliere le vecchie pacciamature, far respirare la terra per godere delle fioriture di crochi e primule. |
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La neve avrà magari rotto dei rami, o spezzato il cespuglio di rosmarino: ripulirli sarà di aiuto per la loro autoguarigione.
Verrà spontaneo anche risistemare i vasi, vedere quali piante hanno passato l'inverno e quali, apparentemente morte, magari daranno cenni di rinascita solo più in là.
Nell'orto la pulizia è fondamentale: dipende dalle condizioni atmosferiche (la presenza di neve, la terra ghiacciata, etc.) ma tutto quello che si può fare per ripulirlo e prepararlo alle semine in terra di marzo - aprile sarà lavoro utile.
Si potrà anche scoprire che qualche cavolo, le coste o i broccoli ricominciano a buttare, non appena le temperature si alzano.
Questo lavoro di pulizia si accompagna con il nostro bisogno di rinnovamento e di "aria fresca" che ci coglie alle prime giornate soleggiate di febbraio.
La purificazione simbolica che la tradizione pagana situa proprio in questi giorni soddisfa questo istinto naturale di aprire un nuovo ciclo, una nuova stagione. Di arrivare alla rinascita freschi, puliti, pronti ad accogliere.
Il lavoro di pulizia è, per quanto mi riguarda, già di per sè un rito purificatorio. Ma chi volesse celebrare la purificazione della Terra potrebbe ideare un rito simile a quello che vado a proporvi.
La purificazione della Terra: rito della Candelora
L'elemento purificatorio della Candelora è il fuoco.
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Non a caso le candele ma anche i falò erano strumenti rituali comuni nelle festività pagane rurali di questi giorni.
Nulla vieta dunque, se non il vostro pudore, di girare con una candela accesa per i vostri terreni (rispetto all'accensione dei falò la si consiglia sempre solo a chi ha già solide esperienze con questo elemento).
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Potete usare una sola candela (magari di un colore neutro come il bianco) o quattro candele del colore corrispondente ai quattro elementi (colore che varia a seconda delle tradizioni: ma il vostro buon senso saprà assegnargliene uno).
Se usate le quattro candele potrete disporle nei quattro punti cardinali del vostro campo, se usate una candela sola basterà tenerla in mano.
Una volta radicati secondo la modalità a voi preferita e aver aperto un legame con gli elementi e Madre Terra potete percorrere il vostro terreno in senso antiorario, toccando i punti cardinali e pensando, cantando o dicendo parole di purificazione per la vostra Terra.
Potete fare un primo giro accendendo le candele e pregando per una purificazione e, dopo una preghiera al centro del vostro orto, un secondo giro, sempre antiorario, per spegnerle (mai soffiando, ma con le dita inumidite o con uno spengicandela) mentre dite parole per chiudere il canale di comunicazione con gli elementi.
Ringraziate e benedicete come siete abituati a fare di solito (basta anche un "grazie" detto col cuore).
Al posto delle candele è possibile usare l'incenso, o miscele di incenso con erbe. Di clericale memoria i turiboli che ondeggiano spargendo fumi intensi di purificazione.
Altro elemento che potete usare è il sale: il sale è legato all'elemento Terra ed ha un forte potere purificante.
Potete spargerlo sul vostro terreno secondo una ritualità che vi costruite a piacere.
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(Per la costruzione del rito vi consiglio la lettura dell'articolo di Mnemosyne, l'intento, lo spazio ed il tempo sacri e la sezione relativa)

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Un altro antico rituale legato al culto celtico di Brigid - della della fecondità e patrona di Imbolc - è la costruzione di una croce di giunchi che prende il suo nome, Bride Cross: questa veniva usata per benedire e proteggere la casa (come costruire la Croce di Brigid). |
Il periodo tra la Candelora e l’Equinozio è un tempo di attesa, parola oggi difficile
da praticare perché regna l’impazienza del “tutto
subito”.
E’ il tempo della gestazione, del seme che,
messo nel buio della terra, comincia a germogliare nel ventre
della Madre e prima che dia cenno di presenza ci lascia il timore
di non comparire, di rimanere - noi - lì: con una vasetto
di terra sterile e muta.
Di quella gestazione che appare comunque vivida solo se osservate con attenzione le gemme.
In natura il seme è stato gettato a Mabon
nell’Equinozio d’autunno, dove la maggior parte dei
frutti sono maturi, carichi della loro vita futura e tendono a
marcire, ad esagerare sé stessi per morire ed in quella morte
cedere il seme, avvolto da nutrimento, alla Madre Terra affinché
lo accolga.
Così essa fa, durante l’inverno, fino al culmine
del gelo e del freddo del Nord di Yule,
i giorni del buio ma anche della rinascita della luce, del Natale.
Ora la Madre è pronta a spezzarsi, a scaldarsi di nuovo,
ad aprire le sue viscere, il suo ventre: la luce e il calore che
di giorno in giorno aumentano sono il segnale.
Gli insetti si
risvegliano, lentamente. La vita riappare, i germogli sbucano
spezzando le viscere stesse della terra, alzando la tenera ma
tenace testa.
L’attesa viene ripagata, Oestara si avvicina.
© 2008 Testo di Micaela Balice per www.strie.it
Ultima revisione gennaio 2010
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Links per approfondire
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Agri – lunario
Candelora nel folklore
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