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CALENDIMAGGIO
nell'orto-giardino
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di Micaela Balìce

Calendimaggio / Beltane nel mito e nel folkore rurale

La primavera raggiunge la massima espressione nelle giornate di Maggio, il mese "mariano", il mese che prima di Maria era dedicato alla Dea, alla Grande Madre.
Ed è con le festività del Calendimaggio, il Beltane celtico, che il matrimonio sacro della Terra col Sole raggiunge il culmine dell'espressione.
I fiori sbocciano: dopo i bulbi di aprile ecco che sono le rose ad aprirsi con voluttuosa bellezza al mondo. Non a caso sono i fiori dedicati al sacro femminile, alla Madonna che compare a Fatima il 13 del mese del 1917, chiamata Rosa Mistica e sempre circondata - nelle visioni così come nelle statue che la rappresentano, dal delicato fiore. Ma anche, nel lontano passato, dedicati a Iside, Hator, Demetra, Aurora, Venere.

Bloomfield
Gli antichi erano grandi osservatori della natura.
Bisogna tenere in considerazione il fatto che le rose che conosciamo oggi nascono da ibridazioni botaniche realizzate solo a partire dal 1800: la maggior parte di queste ibridazioni sono state effettuate con varietà di rosa di origine orientale e quindi non legate alla nostra flora tradizionale e locale.

Le Tea ne sono un esempio.
In Europa le uniche varietà di rosa presenti erano la Gallica e la Canina.

La Gallica la si trova dipinta nello stemma dei Tudor.
La rosa Canina vive felicemente nei boschi, amica dei cinghiali ed indisturbata dall'inquinamento perchè (come sottolinea il suo nome) è talmente tenace da non scoraggiarsi mai e da risbucare sempre e comunque con le sue spine, coi suoi fiori e con le sue autunnali bacche.
rosa tudor

Quello che distingue le rose botaniche (non ibridate ed antiche, appunto) dalle nuove varietà è intanto la fioritura breve ma profumata, ma - sopratutto - le nostre rose europee presentano una caratteristica: il numero di petali.

rosa canina
5 è il numero dei petali della rosa canina: questo rimanda al pentacolo, la stella a cinque punte dedicata a Venere - la Dea; mentre il pianeta Venere compie - in otto anni solari - 5 cicli disegnando un pentagramma sullo zodiaco (cfr. Leonardo Magni, Le feste di Venere, pag. 71).

Ed il quinto mese dell'anno è Maggio.
Maggio è il mese favorito per i matrimoni, il mese delle ciliege (marussere - in Piemonte: che fanno sposare) perchè, si sa, una ciliegia tira l'altra, due ciliege posate tra le orecchie abbelliscono la fanciulla e il loro succo è un piacevole rossetto... da baciare.

Tutto rimanda alla sessualità, al desiderio: ed i fiori in primis.
Caratteristica della Dea era ed è la fecondità, la capacità di generare attraverso la sensualità del suo corpo disposto a donarsi e ad accogliere: così i fiori - la parte sessuata di una pianta - si aprono vogliosi e disponibili al gioco sessuale con gli insetti impollinatori.
Da questa danza sacra nacquero le Ierogamie, i matrimoni sacri tra Dea e Dio: Dea che si offriva al maschile per generare la nuova vita. Ecco che la Dea è disposta a farsi ingravidare per dare frutto.

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Questa lunga introduzione serve a guardare con occhi nuovi il nostro orto, il nostro giardino.
Provate ad osservare: se avete piante non ibride è proprio ora che sono piene di api, di insetti di ogni genere.
Sono tutti lì: indaffarati, goduriosi, eccitati in mezzo a quei profumi intensi, a quei velluti raffinati che sono i petali, pronti a inzaccherarsi le zampe, i baffi e pronti a concedersi ad una promiscuità senza fine saltellando da fiore a fiore.
Un tempo questo era Sacro. Non era peccato.
E' quindi il tempo di godere delle fioriture - effimere - attese per un anno.

I lavori nel giardino

Nel giardino è utile godere il più possibile: se avete fiori naturali (non ibridi, appunto) magari raccolti nei boschi o comprati nei vivai specializzati potete raccoglierne alcuni boccioli per farvi tisane.
Piante officinali che fioriscono sono la Viola Tricolor, la Borragine, la Calendula, le Rose Canine coi cui petali si possono fare risotti o marmellate, l'Acacia o il Sambuco da friggere in pastella.

Ma anche il fiore di Trifoglio può essere "ciucciato" - come fanno i bambini.
L'erba cresce rigogliosa, per cui con amore contenetene gli eccessi tagliandola con la forbice attorno le aiuole.
Raccogliete le "infestanti" come la Gramigna ed essiccatele per farvi tisane depuranti.
E poi se c'è proprio qualche erba testarda che si ostina a competere con i vostri beneamati verdi figlioli, eliminatela con un chiaro avvertimento: il mondo è vasto, puoi germogliare anche più in là. La Gramigna è sorda e non vi ascolterà, ma voi vi prenderete la rivincita quando la sorseggerete in tisana per la vostra cura diuretica stagionale.
viola tricolor

I lavori nell'orto

Nell'orto cominciamo a vedere i primi risultati: per lo meno si colora di verde e se amate la promiscuità i Papaveri o i Tagete coloreranno la nuda terra. Cominciano a germogliare le nostre semine. Dove serve metteremo i tutori e puliremo con amore ricordandoci che la nuda terra si asciuga prima: negli ultimi anni anzichè estirpare tutta l'erba la taglio con il falcetto lasciandola come pacciamatura tra le piante: questo trattiene l'umidità e mantiene in ombra le radici (oltre che a contenere la divulgazione delle infestanti).

papaveri
Altro lavoro importante sono i trapianti: quei piantini cresciuti in vaso (o acquistati) possono ora essere messi nella terra. Finalmente prende forma ciò che fin'ora abbiamo solo progettato.

Cominciamo anche a raccogliere le prime insalate (lumache permettendo), le coste e le costine - magari lasciate l'anno prima - e via via gli spinaci ed altre verdure.

Il calore aumenta ogni giorno e tutto pare lavorare per un solo scopo: portare frutto, portare frutto, portare frutto.
Soffioni volano (portare frutto), i fiori gonfiano - fecondati dagli insetti - e perdono il loro fascino ingravidandosi (portare frutto) e trasformandosi in calvi bubboni. Tutto si eccita in una danza che avrà il suo culmine al prossimo Sabba: il Solstizio d'Estate, la Notte di San Giovanni, il culmine del potere del sole.

Non godere di tutto questo a piene mani, corpo e sensi è il vero e atroce peccato!

Like a bee i'll be

Come un'ape sarò
ubriaca di profumi
di primavera sbocciati,
e di nettare avrò
sazie le zampe
e macchiate le labbra.

E dopo tanto godimento,
abbandonata sarò
su calici di seta,
inebrianti,
e scivolerò
giù, giù, giù,
fin nel profondo;

fino a dormire
di un sonno bambino.
Mentre il vento
cullerà
la sua ninna nanna
agli steli del prato.


Micaela Balice
Cenerentola balla sola
Ed. Akkuaria




©2009 Testo di Micaela Balìce per www.strie.it
Mail: info@strie.it

Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

Immagini
Intestazione: autore e fonte sconosciuti.
Rosa dei Tudor
Rose Bloomfield Abundance e, Rosa Canina, Viole Tricolor e Papaveri:fotografie originali di Micaela Balice

Bibliografia

MAGNI LEONARDO, Le feste di Venere, L'Erma di Bretschneider Editore


 

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