CALENDIMAGGIO
nell'orto-giardino

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La primavera raggiunge la massima espressione nelle giornate di Maggio, il mese "mariano", il mese che prima di Maria era dedicato alla Dea, alla Grande Madre.
Ed è con le festività del Calendimaggio, il Beltane celtico, che il matrimonio sacro della Terra col Sole raggiunge il culmine dell'espressione.
I fiori sbocciano: dopo i bulbi di aprile ecco che sono le rose ad aprirsi con voluttuosa bellezza al mondo. Non a caso sono i fiori dedicati al sacro femminile: alla Madonna (appunto) che compare a Fatima (coincidenze su coincidenze?) il 13 del mese del 1917, chiamata Rosa Mistica e sempre circondata - nelle visioni così come nelle statue che la rappresentano, dal delicato fiore. Ma anche dedicati a Iside, Hator, Demetra, Aurora, Venere.
Sovente mi son chiesta il legame con questo fiore ed il divino femminile.
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Gli antichi erano grandi osservatori della natura. Bisogna tenere in considerazione il fatto che le rose che conosciamo oggi nascono da ibridazioni botaniche realizzate solo a partire dal 1800, che la maggior parte di queste ibridazioni sono state effettuate con varietà di rosa di origine orientale e quindi non legate alla nostra flora tradizionale e locale. |
Le Tea ne sono un esempio.
In Europa le uniche varietà di rosa presenti erano la Gallica e la Canina.
La Gallica la si trova dipinta nello stemma dei Tudor.
La rosa Canina vive felicemente nei boschi, amica dei cinghiali ed indisturbata dall'inquinamento perchè (come sottolinea il suo nome) è talmente tenace da non scoraggiarsi mai e da risbucare sempre e comunque con le sue spine, coi suoi fiori e con le sue autunnali bacche. |
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Ora vi chiedo uno sforzo di osservazione: quello che distingue le rose botaniche (non ibridate ed antiche, appunto) dalle nuove varietà è intanto la fioritura breve ma profumata. Ma - sopratutto - le nostre rose europee presentano una caratteristica: il numero di petali.
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5 è il numero dei petali della rosa canina: questo rimanda al pentacolo, la stella a cinque punte dedicata a Venere - la Dea; mentre il pianeta Venere compie - in otto anni solari - 5 cicli disegnando un pentagramma sullo zodiaco (cfr. Leonardo Magni, Le feste di Venere, pag. 71). |
Ed il quinto mese dell'anno è Maggio.
Maggio è il mese favorito per i matrimoni, il mese delle ciliege (marussere - in Piemonte: che fanno sposare) perchè, si sa, una ciliegia tira l'altra, due ciliege posate tra le orecchie abbelliscono la fanciulla e il loro succo è un piacevole rossetto... da baciare.
Tutto rimanda alla sessualità, al desiderio: ed i fiori in primis.
Caratteristica della Dea era ed è la fecondità, la capacità di generare attraverso la sensualità del suo corpo disposto a donarsi e ad accogliere: così i fiori - la parte sessuata di una pianta - si aprono vogliosi e disponibili al gioco sessuale con gli insetti impollinatori.
Da questa danza sacra nacquero le Ierogamie, i matrimoni sacri tra Dea e Dio: Dea che si offriva al maschile per generare la nuova vita. Ecco che la Dea è disposta a farsi ingravidare per dare frutto.

Questa lunga introduzione serve a guardare con occhi nuovi il nostro orto, il nostro giardino.
Provate ad osservare: se avete piante non ibride è proprio ora che sono piene di api, di insetti di ogni genere (nei miei terreni non ho MAI avuto moria di api).
Sono tutti lì: indaffarati, goduriosi, eccitati in mezzo a quei profumi intensi, a quei velluti raffinati che sono i petali, pronti a inzaccherarsi le zampe, i baffi e pronti a concedersi ad una promiscuità senza fine saltellando da fiore a fiore.
Un tempo questo era Sacro. Non era peccato.
E' quindi il tempo di godere delle fioriture - effimere - attese per un anno.
Nel giardino è utile godere il più possibile: se avete fiori naturali (non ibridi, appunto) magari raccolti nei boschi o comprati nei vivai specializzati potete raccoglierne i boccioli (mai tutti) per farvi tisane.
Piante officinali che fioriscono sono la Viola Tricolor, la Bardana, la Calendula, le Rose Canine coi cui petali si possono fare risotti o marmellate, l'Acacia o il Sambuco da friggere in pastella.
Ma anche il fiore di Trifoglio può essere "ciucciato" - come fanno i bambini.
L'erba cresce rigogliosa, per cui con amore contenetene gli eccessi tagliandola con la forbice attorno le aiuole.
Raccogliete le "infestanti" come la Gramigna ed essiccatele per farvi tisane depuranti.
E poi se c'è proprio qualche erba testarda che si ostina a competere con i vostri beneamati verdi figlioli, eliminatela con un chiaro avvertimento: il mondo è vasto, puoi germogliare anche più in là. La Gramigna è sorda e non vi ascolterà, ma voi vi prenderete la rivincita quando la sorseggerete in tisana per la vostra cura diuretica stagionale. |
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Nell'orto cominciamo a vedere i primi risultati: per lo meno si colora di verde e se amate la promiscuità i Papaveri o i Tagete coloreranno la nuda terra. Cominciano a germogliare le nostre semine. Dove serve metteremo i tutori e puliremo con amore ricordandoci che la nuda terra si asciuga prima: negli ultimi anni anzichè estirpare tutta l'erba la taglio con il falcetto lasciandola come pacciamatura tra le piante: questo trattiene l'umidità e mantiene in ombra le radici (oltre che a contenere la divulgazione delle infestanti).
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Altro lavoro importante sono i trapianti: quei piantini cresciuti in vaso (o acquistati) possono ora essere messi nella nuda terra. Finalmente prende forma ciò che fin'ora abbiamo solo progettato.
Cominciamo anche a raccogliere le prime insalate (lumache permettendo), le coste e le costine - magari lasciate l'anno prima - e via via gli spinaci ed altre verdure. |
Il calore aumenta ogni giorno e tutto pare lavorare per un solo scopo: portare frutto, portare frutto, portare frutto.
Soffioni volano (portare frutto), i fiori gonfiano - fecondati dagli insetti - e perdono il loro fascino ingravidandosi (portare frutto) e trasformandosi in calvi bubboni. Tutto si eccita in una danza che avrà il suo culmine al prossimo Sabba: il Solstizio d'Estate, la Notte di San Giovanni, il culmine del potere del sole.
Non godere di tutto questo a piene mani, corpo e sensi è il vero e atroce peccato!
Like a bee i'll be
Come un'ape sarò
ubriaca di profumi
di primavera sbocciati,
e di nettare avrò
sazie le zampe
e macchiate le labbra.
E dopo tanto godimento,
abbandonata sarò
su calici di seta,
inebrianti,
e scivolerò
giù, giù, giù,
fin nel profondo;
fino
a dormire
di un sonno bambino.
Mentre il vento
cullerà
la sua ninna nanna
agli steli del prato.
Micaela Balice
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©2009 Testo di Micaela Balìce per www.strie.it
Mail: info@strie.it
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito
consenso dell’autrice è vietata.
Immagini
Intestazione: autore e fonte sconosciuti.
Rosa dei Tudor
Rose Bloomfield Abundance e, Rosa Canina, Viole Tricolor e Papaveri:fotografie originali di Micaela Balice
Bibliografia
MAGNI LEONARDO, Le feste di Venere, L'Erma di Bretschneider Editore