Detta anche Centonchio o Centocchio,
la Paperina è un’erbetta molto poco appariscente
e spesso passa inosservata.
In realtà ha il pregio di crescere ovunque e per tutto
l’anno, anche durante l’inverno.
Ha delicate foglie ovate e opposte, verdi chiaro e minuscoli fiorellini
bianchi che si schiudono a ripetizione durante tutte le stagioni.
I semini che seguono sono molto piccoli, ma un tempo venivano
raccolti per essere macinati insieme ad altri semi nelle farine
domestiche.
Come molte piante, i suoi fiori si schiudono solo se il tempo
è buono.
Gli usi erboristici della Paperina sono molti, usata prevalentemente
fresca o essiccandola velocemente all’ombra in luoghi ventilati,
è utile per i disturbi di stomaco, l’intestino pigro
e nutre nelle convalescenze; è stata usata per le anemie,
le tubercolosi, l’artrite probabilmente per le caratteristiche
diuretiche. In tal senso è anche un ottimo dimagrante…
Elimina le congestioni di fegato, reni, polmoni; è rinfrescante,
disinfiammante, decongestionante.
USO ERBORISTICO
cataplasmi di pianta fresca pestata o succo una parte
in 4 parti di acqua, per problemi di pelle (acne, ferite, piaghe)
infusi al 3-5%, da 2 a 3 bicchieri al giorno
FITOALIMURGIA
fresca in insalata
nelle minestre
nelle frittate
FRITTATINE DI PAPERINA
Una bella manciata di pianta fresca, un uovo a persona, sale,
olio extravergine d’oliva.
Tritare la paperina con la mezzaluna, unirla alle uova e al sale
e sbattere bene affinchè il composto si amalgami.
In un padellino mettere sufficiente olio per friggere, con un
mestolino far cadere due porzioni di composto, tanto da ottenere
una frittatina singola. Cuocere da entrambi i lati e ripetere
l’operazione per ogni persona.
Se il composto è molto denso si può allungare con
latte.
Servire le frittatine sia calde sia fredde. Sono molto gustose.
La paperina ha il vantaggio di conservarsi bene e a lungo in frigorifero
se avvolta in un panno umido.
ATTENZIONE:
Non confondetela con la Mordigallina (Anagallis Arvensis), molto
simile ma con fusto quadrangolare, puntini violacei sotto la foglia
e soprattutto piccoli fiori rossi e non bianchi. L’Anagallide
a grandi dosi può provocare fenomeni di avvelenamento.
Quando si consuma un cibo nuovo per la prima volta è sempre bene cominciare con quantitativi molto bassi per assicurarsi di non avere allergie o incompatibilità personali con l'alimento.
2008 © Testo di Micaela Balìce per www.strie.it
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per info: info@strie.it
Bibliografia
Rosati Adolfo, Le più note piante spontanee di stagione,
in “Vita in Campagna” 1/2005, pag. 56
Pomini Luigi, Erboristeria Italiana, Edizioni Vitalità
– Torino - 2000
Note
(1) STARHAWK, Il Sentiero della Terra – azioni e riti per
aiutare madre natura, Macro Edizioni, 2005, pag. 210
Immagini
Paperina - Stellaria, intestazione: http://primaterra.org/Stellaria-media-L
Paperina-Stellaria di Micaela Balice