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DETERSIVI FAI DA TE





Uno dei cardini dei movimenti per la Decrescita è l’autoproduzione: l’autoproduzione ci dona autonomia, anche di pensiero. Ci rende liberi di operare scelte, ci dona il potere di restituire alla Terra energie pulite per poter con umiltà chiedere in cambio altre energie, altra vitalità, altro cibo, altra salute.
Ci regala del tempo: perché ci evita lunghe code nelle strade, lunghe code per trovare parcheggio, lunghe code alle casse.
Ci restituisce un mondo più pulito, perché posso benissimo detergere tutta la casa con il piccolo chimico di cui la Natura (che è stata la vera inventrice della chimica!) ci ha dotato.

Uno dei settori del supermercato dove ho sempre avuto le maggiori resistenze è sempre stato quello dei detersivi: sempre e comunque inquinanti, falsi nelle loro immagini alla lavanda, nei loro profumi sofisticati, pronti in realtà ad inquinare, ad uccidere batteri e microrganismi utili alla vita.
L’impotenza nasceva dal non sapere come… con cosa sostituirli!
Eppure, mi dicevo, non era tanto tempo fa che non esistevano… 50? 60 anni fa?… Come faceva mia nonna? La mia bisnonna? Come hanno fatto le donne per millenni?
Internet è la solita grande risorsa e altri che si sono posti le mie stesse domande sono anche riusciti a sperimentare e a pubblicare nei loro siti le loro ricette. Le mamme e le nonne un po’ meno: a volte sembra che abbiano dimenticato tutto.
Qui troverete tutto ciò che uso per lavare, le ricette che ho provato personalmente e i links ai siti che in modo geniale hanno diffuso questo benefico virus… con la speranza che, streghette e stregoni di città o campagna, vi becchi anche a voi!


  DETERSIVI, QUESTI SCONOSCIUTI

Lo sapevate che:


• Gli ammorbidenti convenzionali sono composti da
esterquat, che può anche essere di origine naturale, ma anche da sostanze che lo potenziano (profumi di sintesi, perlanti, addensanti, antischiuma, coloranti, conservanti) e che si fissano sui tessuti diventando potenziali allergeni nelle dermatiti. L’aceto è un ammorbidente naturale: 100 ml. al posto dell’ammorbidente. Non vi preoccupate, la biancheria non profumerà di rosa selvatica appena colta ma neppure di vinaccia! Inoltre essendo un anticalcare mantiene puliti gli scarichi.

Perossidi e sbiancanti decolorano le macchie ma sono altamente inquinanti e fonti di possibili allergie. Il percarbonato libera invece ossigeno e anidride carbonica senza avere effetti sull’uomo e sull’ambiente.

Sbiancanti ottici o azzurranti danno solo l’effetto ottico, non puliscono, provocano il cancro e hanno un pesante impatto ambientale non essendo biodegradabili.

• I detersivi contengono schiumogeni (per lavare) e antischiuma (per frenare la schiuma)…

• Contengono anche riempitivi, ovvero sostanze che evitano la formazione di grumi nelle polveri e aumentano il volume del prodotto per farlo sembrare più conveniente, provocano però irrigidimento nei tessuti…. Bene, così usate l’ammorbidente!

• I detersivi concentrati inquinano di più se si sbagliano le dosi!

• I prodotti decalcificanti sono inutili se si usano detersivi chimici di nuova generazione o bio.

• Esistono sostanze “coprimacchia” che rendono la biancheria apparentemente pulita, in realtà se si cambia detersivo passando a quelli bio o eco le macchie inizialmente rispuntano fuori come funghetti dopo una pioggia!

Queste e altre curiosità del genere su:
biodetersivi.altervista.org
www.officinanaturae.com


REGOLE GENERALI


• Eliminare i prodotti superflui.

• Usare panni in microfibra di buona qualità, asciutti per spolverare, bagnati per pulire e sgrassare. Non richiedono detersivo e durano molto a lungo, anche lavandoli più volte.

• Usare acqua calda: potenzia qualunque lavaggio o detersivo.

• Lasciare agire qualche minuto i detergenti naturali, sono più efficaci (anche se devo dire che alcuni non necessitano di questo accorgimento, ma, in generale, non avere mai fretta nella vita aiuta!).

PIATTI E STOVIGLIE

 
DETERSIVO PIATTI A MANO

Il migliore, più naturale, ecologico, economico, pronto all’uso (non dovete neppure scaldare l’acqua) detersivo per piatti a mano è: l’amido della pasta, ovvero l’acqua di cottura di spaghetti, riso e affini.
Scolato in una grande insalatiera, vi permette dopo pranzo di lavare le stoviglie senza rovinarvi le mani (anzi, nutre la pelle, la si può usare anche come latte detergente!).
Unico difetto: non si conserva (in frigo qualche giorno, ma freddo non sgrassa bene). Ma non è il caso di conservarlo potendolo rinnovare ogni volta senza problema.
In più vi permette di fare la “prova dell’amido”: ovvero di valutare la qualità della pasta che state acquistando in base alla qualità dell’amido che rilascia (ovviamente è direttamente proporzionale: più è buono uno e migliore sarà anche l’altro). Ne ho eliminate di marche di pasta che rilasciavano solo una sciaquetta…
 

 
DETERSIVO PIATTI A MANO E IN LAVASTOVIGLIE

3 limoni
400 ml. di acqua
200 gr. di sale
100 ml. di aceto bianco

Non confondete i grammi con i millilitri.

Tagliare i limoni in 4 - 5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia.
Frullarli con un mixer insieme ad un po' di acqua e il sale.
Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere la restante acqua e l'aceto e far bollire per circa 10 minuti mescolando affinché non attacchi.
Quando si è addensato e un po' raffreddato mettere in un vasetto di vetro o in una bottiglia di plastica.

USO: due cucchiai da minestra per la lavastoviglie; a piacere per i piatti a mano.

Detersivo a base acida: per cui non va bene miscelarlo con detersivi basici / alcalini (detersivo piatti classico, sia chimico che ecologico). Pertanto NON USARLI INSIEME. Non succede nulla, semplicemente essendo opposti si annullano a vicenda e sparisce il potere detergente (non lavano!).

E' efficace in lavastoviglie: tenendo conto che io non lavo mai i piatti prima di metterli nella macchina (!!!), piuttosto ripasso ciò che non è venuto bene dopo. L'efficacia migliora se come brillantante si mette l'aceto e se si puliscono regolarmente i filtri.
Si possono perdonare alcune imperfezioni se pensiamo che ci mangiamo, dentro i piatti, e che al limite - rimanessero tracce di detersivo (e rimangono sempre) - è solo limone, aceto e sale!
Per di più non arriva ai depuratori delle acque di scarico facendo strage di microrganismi utili alla sopraccitata depurazione!!!


N.B. Si consiglia di utilizzare per la preparazione dei detersivi - in generale - delle vecchie pentole e di adibirle solo a questo scopo.
N.B.2 Va da sè che i limoni dovrebbero essere biologici o per lo meno trattati il meno possibile.
 


ALTRI ACCORGIMENTI PER I PIATTI A MANO

Le nostre mamme e nonne mettevano il detersivo (anche quello acquistato) in un pentolino: ne mettevano poco. Aggiungevano poca acqua calda e bagnavano la spugnetta dentro il pentolino per lavare i piatti. Questo consentiva un risparmio notevole di detersivo.

Un altro accorgimento era tenere sempre sul lavandino il limone oramai spremuto: poteva essere passato sui piatti come fosse una spugnetta per sgrassarli.

Infine i piatti si lavavano rigorosamente in quest’ordine:
• Bicchieri e posate
• Piatti
• Pentole, padelle etc..
Quante volte ho pensato che mia madre fosse senza pietà e oggi mi trovo invece a ringraziarla (ma non diteglielo…): quest’ordine permette di evitare l’ingrasso a quelle stoviglie che non sono eccessivamente sporche, risparmiando detergenti ma anche tempo.



SUPERFICI LAVABILI

 
SPRUZZINO BICARBONATO

Un ottimo pulitutto, veramente miracoloso, si ottiene sciogliendo al massimo 48 gr. di bicarbonato di sodio in 500 ml. di acqua. Oltre i 48 gr. il sale non si scioglie più pertanto rimarrebbero dei residui sul fondo e sarebbe uno spreco.
La dose che uso io è:

40 gr. di bicarbonato di sodio
500 ml. di acqua

il tutto in uno spruzzino da mezzo litro. Agitare bene prima dell'uso.
E' igienizzante, sgrassante e assorbe gli odori.
Va benissimo per pulire la cucina a gas (se di acciaio è meglio asciugare bene con un panno). Fate una prova: una goccia d'olio e spruzzateci sopra il composto, vedrete come si apre il grasso immediatamente!!!
Ottimo per il lavandino e i sanitari: tenete conto che non è assolutamente tossico, per cui si possono tranquillamente lavare le verdure dopo averlo usato, senza nessun problema...
Non causa allergie, dermatiti né problemi respiratori.
Ottimo per pulire il frigorifero, inoltre toglie anche i cattivi odori.
Ho anche scoperto che pulisce l’argento: è favoloso per donare brillantezza a quegli orecchini indiani che sembravano tanto sbiaditi!

la versione solida:

LA PASTA BICARBONATO

3 parti di bicarbonato di sodio più 1 di acqua, mescolare bene e conservare in un vasetto. Stesso uso dello spruzzino ma in versione solida (lavello, frigo, frutta e verdura a buccia rigida, macchie ostinate...)

Se le macchie sono particolarmente ostinate, lasciate agire (o la pasta o lo spruzzino) qualche minuto o qualche ora per le macchie su abiti trattate con la pasta...
 


BUCATO
 

LISCIVA

Qui bisogna essere già streghette o stregoni di campagna, o avere qualcuno che vi fornisca della buona cenere.
Le nonne lavavano la biancheria mettendo la cenere in acqua bollente, facendola decantare una notte e versando, attraverso un panno, l’acqua così ottenuta (lisciva) sopra la biancheria.
Il potere detergente della lisciva dà panni puliti, di un bianco vero che - se stesi al sole - risultano ancora più candidi.
La lisciva è basica (a base di potassio) per cui non è abbinabile con prodotti acidi (tipo aceto come ammorbidente) perché si annullano gli effetti a vicenda (a meno che non prestiate attenzione nell’aggiungere l’aceto solo a fine lavaggio).

Come fare la lisciva:

• Setacciare della buona cenere (di legna! Non carbonella o affini)
• Disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso) e aggiungere acqua in rapporto di 1 cenere – 5 acqua (io metto 5 bicchieri di cenere setacciata e 25 di acqua). Per esperienza non fate il contrario (prima l’acqua e poi la cenere) perché la lisciva risulta più torbida.
• Portare ad ebollizione a fuoco lento, mescolando di frequente
• Far bollire circa 1 ora e mezza, 2 ore (dipende dalla quantità di acqua). E’ consigliabile a fine cottura assaggiare giusto una goccia posandola sulla punta della lingua: se pizzica appena la lisciva è pronta. Non eccedere nella bollitura in quanto diverrebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e l’ambiente.
• Lasciare raffreddare e decantare (magari la notte…). La parte solida si depositerà sul fondo, il liquido risulterà limpido e chiaro.
• Preparare un recipiente con qualche straccio di cotone pulito teso sopra. Versare la lisciva nel recipiente filtrandola e cercando di mantenere separate la parte solida dalla liquida. Se necessario ripetere l’operazione.
• Versare la parte liquida (lisciva) in bottiglie di plastica. Si conserva anche per anni.
• La pasta potete metterla in un vasetto e usarla come pasta lavamani, per lavare i piatti, i lavelli etc.

La lisciva è utilizzabile sia per il bucato a mano sia per quello in lavatrice. Io la uso in lavatrice, con una pallina dosatore… una bella soddisfazione!
Non allarmatevi se inizialmente alcune macchie compariranno improvvisamente: ricordate dei coprimacchia presenti nei detersivi chimici.
Le macchie ostinate possono essere pretrattate con sapone di marsiglia la sera prima, sbattute così in lavatrice e poi lavate col resto del bucato… e se rimane ancora qualche macchia potete sempre considerarla come “medaglia per la salvaguardia dell’ambiente, della vostra salute e della salute e libertà del vostro portafoglio”…
Il sapone di marsiglia è alcalino – basico come la lisciva, per cui possono essere usati insieme.
Pare che la lisciva possa essere anche usata (diluita) per lavarsi i capelli o per l’igiene… non ho ancora provato…


Ringrazio Silvana che ha lasciato questa splendida ricetta in:
www1.autistici.org/fiera-autogestione/lisciva.htm
 


Credo che a questo punto una persona sia sufficientemente autonoma per detergere senza ossessioni la casa a costi ridicoli, risparmiando tempo (perché farseli in casa richiede meno tempo che andarseli a comperare al supermercato), diminuendo il rischio di allergie e intolleranze, salvaguardando i propri scarichi e quelli del vicinato, arricchendo la flora batterica dei fiumi, la salute dei pesci e quindi migliorando il mare e le spiagge sulle quali, l’anno successivo, andrete ad imbottigliarvi con i soldi risparmiati…

Insomma, un bell’investimento, no?


©2007 Testo di Micaela Balice per www.strie.it

ultima revisione ottobre 2008.
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

Bibliografia
ORNELLA NAVELLO, EcoManuale di casa - guida pratica di ecologia domestica, Edizioni Cosmopolis, Torino, 2005
INTERNET
http://biodetersivi.altervista.org
http://www.officinanaturae.com
www1.autistici.org/fiera-autogestione/lisciva.htm
www.carta.org./campagne/globalizzazione/decrescita/051004ricette.htm
www.bicarbonato.it

Immagini
Bolle di sapone, tratta da http://drownedworld.blog.excite.it/permalink/499130

 

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