| VIVERE
SECONDO NATURA |
Quando guardo fuori dalla finestra della mia cucina ed instancabilmente appare il verde, in ogni forma e sfumatura, penso che forse ne ho abbastanza, che quell’eccesso di natura ogni tanto possa anche soffocarmi. Ma non c’è nulla che mi metta il cuore in pace come il portare i miei figli a scuola valicando le colline, osservando i boschi che di prima mattina lasciano salire la nebbia; dando un occhio di sfuggita, perché si ha sempre fretta – anche qua – al serpente blu del Po che si snoda a valle disegnando le sue sensuali curve dove gli uccelli continuano, nonostante i cacciatori, a deporre le uova. Spesso penso a chi è incolonnato nel traffico, coi finestrini chiusi per non respirare (ma si può non respirare?), con altre auto a fianco, davanti, dietro… con la mente altrove e la stessa mia fretta, ma inutile. “Vivere secondo Natura” per me è stata una scelta, determinata e precisa, motivata da tre fondamentali convinzioni:
“Vivere secondo Natura” comporta il lasciarsi lentamente cambiare da questa, lasciare che sia la Natura ad agire su di noi e non (finalmente!) viceversa. Imparare ad imparare. Imparare che gli allievi siamo noi e che Lei è la maestra. Imparare che la specie in via d’estinzione siamo noi, non Lei. Provare per una volta a considerare la relazione uomo – natura non come un atto caritatevole del primo su quest’ultima, ma come un sano atto di egoismo verso noi stessi, verso il piacere che abbiamo di essere vivi e di non farci seppellire dalle false promesse di un’esistenza plastificata. “Vivere secondo Natura” implica inevitabilmente il fare delle scelte: per piacere; per sano egoismo; per rispetto: di se stessi e quindi di ciò che ci circonda, del nostro habitat. Per rispetto: degli altri, quelli che se anche non li vediamo vivono in condizioni miserevoli (e parlo dei poveri del mondo, non degli urbani); o semplicemente perché si vuole vivere sani e godere del bello, del vero bello! Implica dei sacrifici perché al posto di essere aggiornati sugli ultimi programmi televisivi mentre si riscalda al microonde un riso precotto si è speso il proprio tempo a raccogliere l’ultimo tarassaco autunnale per l’insalata della sera e si è impastato il pane. Insomma: scelte per avere in cambio salute, mente vivace, delle papille gustative esigenti, una pelle bronzea e una visione paesaggistica spesso mozzafiato. Beh, sì. Si può fare. In realtà spero che “Vivere secondo Natura” sia come un terribile virus che vi penetri dentro costringendo qualche neurone assopito a fare movimenti, insinuandovi l’irrefrenabile voglia di sfornare una pagnotta, spalmarla di lardo (quello buono!) e godervela, magari insieme ad una tisana di quell’erba raccolta appena fuori casa e che prima non sapevate che era melissa. |
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©2007 Testo di Micaela
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