In realtà la crescita ad libitum,
il progresso esponenziale, sono modelli che hanno insito in sé
stessi il loro stesso collasso. Nulla in natura o nell’universo
presenta un modello a crescita esponenziale: tutto pulsa in un
movimento di espansione e ritiro, nascita/crescita/morte/rinascita,
nel nome della trasformazione continua.
Cosa illude questo popolo del benessere che questo modello sia
eternamente usufruibile: da noi fino alla vecchiaia, dai nostri
figli, dai nipoti e via dicendo?
Certo, pensare che “nel frattempo lo possiamo sfruttare
e poi qualcosa accadrà” è una scuola di pensiero
alla quale ovviamente non appartengo, ritenendo che le conseguenze
delle proprie scelte e azioni prima o poi ricadano sul legittimo
proprietario.
Con la crescita ed il progresso aumenta il Prodotto Interno Lordo:
indicatore di benessere di una nazione. Paradossalmente tutto
ciò che fa aumentare il PIL di una nazione fa crescere
anche l’inquinamento, i rifiuti ed il malessere sociale…
Il modello della Decrescita invece, propone di ridurre la quantità
delle merci nella propria vita in due modi: o acquistando solo
l’essenziale evitando gli sprechi, controllando provenienza
delle merci, tipologia produttiva a basso impatto ambientale e
se concorrono o meno allo sfruttamento dei poveri del mondo. Oppure
sostituendo la maggior quantità possibile di merci con
beni autoprodotti.
Il bene autoprodotto ha un bassissimo impatto ambientale, non
necessita di imballaggi, camion, asfalto, conservanti o altre
protesi chimiche ed è usufruibile fresco sul luogo di produzione.
Ovviamente se mi faccio il pane in casa, tengo l’orto o
faccio la maglia riempiendo tutta la famiglia di golfini godo,
sì, di prodotti naturali e qualitativamente superiori però
non contribuisco alla crescita del PIL ma alla sua decrescita.
Fare delle scelte in base ai propri credo, ai propri sogni implica
modificazioni nella quotidiana esistenza. Implica la modificazione
del rapporto che si ha con le cose.
Starhawk, citata nell’introduzione di questo articolo, invita
a spegnere le lampadine inutilizzate per guadagnare energia dentro
noi stessi, non solo per avere una bolletta meno cara.
Modificare la relazione con le cose, con gli oggetti, significa
iniziare a vederli non più come merci usa e getta: a disposizione
di noi adulti/bambini che, una volta stanchi del gioco, li buttiamo
via incuranti delle conseguenze, di dove finiranno, di quale impatto
sull’ambiente avranno, di come ci ritorneranno, abilmente
camuffati e profumatamene pagati col denaro del nostro lavoro
salariato nell’illusione che il giochino sia nuovo e ci
diverta… ancora in po’…
Significa iniziare a guardare un oggetto o un alimento cercando
in questo le persone che l’hanno creato, curato, dipinto…
La catena di energie che si sono alleate per farci godere dell’utilizzo
di una cosa. Cercando di guardare dietro, magari la sofferenza,
lo sfruttamento. Magari le protesi chimiche utilizzate, gli additivi
composti di sostanze che non crederemmo mai di mettere in bocca
ed invece lo facciamo. Ogni giorno.
Significa acquisire consapevolezza e cominciare a dare un significato
diverso alle cose, alle parole.
Un sistema intelligente, in natura, lotta per la sopravvivenza
di sé stesso ma, essendo appunto intelligente, sa che può
vivere meglio e più a lungo solo se in qualche modo nutre
e sostiene anche le altre realtà viventi presenti nel suo
habitat. Lo fanno i microrganismi, le alghe e i lombrichi;
mi chiedo perché sia così difficile per la razza
umana provare a sperimentare lo stesso!
L’uomo – consumatore può modificare il proprio
approccio col mercato delle merci che lo circonda: con un interruttore
o un telecomando ha l’enorme potere di “spegnere”
oltre che di “accendere”; col proprio salario (duramente
guadagnato) ha il potere di scegliere quali merci acquistare puntando
sulla qualità, sul rispetto ambientale e dei diritti civili.
Con l’autoproduzione ha la possibilità di essere
maggiormente presente alla vita domestica, recuperando la famiglia
come luogo di valori realmente vissuti, di sostegno ai familiari
e ai vicini.
Se siamo realmente una razza evoluta ed intelligente, vediamo
di dimostrarlo. Potremmo altrimenti fare la fine dei dinosauri,
ma dopo di loro la Vita è andata avanti lo stesso.
©2007
Testo di Micaela Balice per
www.strie.it
ultima revisione maggio 2009
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esplicito consenso dell’autrice è vietata.
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FONTI
STARHAWK, Il sentiero della Terra– azioni e riti per aiutare
madre natura, Macro Edizioni, 2005
Immagini
http://www.pointweb2000.it
http://www.grandeviabilitatrieste.it