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RACCOLTA DELLE ERBE




"Ora, prima che il sole si avanzi, col suo occhio fiammeggiante a rallegrare il giorno e ad asciugare l'umida rugiada della notte, questo paniere di vimini deve esser pieno di erbe velenose e di fiori dal succo prezioso."

Frate Lorenzo in Romeo e Giulietta
William Shakespeare

Il primo accorgimento magico per attivare l'aspetto apotropaico di un'erba è la raccolta.
Tutto nasce dal simbolo, dalla “carica” emotiva – ed energetica – che stabilisce un contatto tra noi e l'erba. Pertanto la raccolta va fatta seguendo un preciso rituale – almeno nelle linee generali.

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Nel mito le erbe andrebbero raccolte le notti di luna piena, girovagando tra i boschi, magari con una scorta di miele, latte o tabacco sfuso da lasciare in dono per contraccambiare.

Sebbene sia un'esperienza di sicuro impatto emotivo e magico, non sempre è possibile attuarlo. Pertanto si consiglia – anche dal punto di vista erboristico – di raccogliere le erbe in mattinata, la prima mattina non appena il sole ha asciugato la rugiada, in un giorno di sole e quindi asciutto (per garantire una minore presenza di umidità che ne pregiudicherebbe l'essiccazione).

Dal punto di vista astrologico sicuramente la raccolta nei giorni di luna piena (anche se effettuata di giorno) ha il suo valore perché le piante sono nella massima espressione delle loro potenzialità.

La seconda attenzione va data alla parte che si intende raccogliere: se è una radice sicuramente sarà meglio raccogliere in un giorno di Terra (ovvero nel quale la luna passa in un segno di terra); per le sommità fiorite si attenderà un giorno d'Aria, per i frutti un giorno di Fuoco e per le foglie un giorno di Acqua (facendo attenzione però che non piova o che non vi sia umidità eccessiva).

Per verificare i transiti lunari nei segni controllate l'Agrilunario di Strie o il Lunarium.
raccolta officinali

Il segno maggiormente legato alla magia delle erbe è lo Scorpione, pertanto giorni in cui la luna transita qui sono favoriti.
Se poi si vuole raccogliere erbe amare per il cuore allora si cercherà un giorno in cui la luna entri nel Leone; e così via.

zodiaco
Le erbe sono state associate sin dall'antichità a pianeti e costellazioni, pertanto si può decidere i momenti di raccolta o lavorazione anche in base a queste caratteristiche che appartengono alle segnature specifiche della pianta.

Il momento più magico per la raccolta delle erbe è la notte di San Giovanni (24 giugno, solstizio estivo), dove le piante sono al massimo del loro potere terapeutico.

Ma se non ci si vuole complicare la vita e si vuole avere un rapporto semplice con le proprie erbe basta attenersi alle seguenti regole:
- raccogliere in un giorno asciutto di prima mattina;
- salutare e ringraziare la pianta per il dono che sta per farci
- ringraziare dopo la raccolta donando in cambio un qualcosa: miele, tabacco, latte, una benedizione o una preghiera.

Dipende dalle tradizioni ma anche dal vostro animo. Le erbe percepiscono comunque.
L'importante è ristabilire l'equilibrio: dove si è tolto ridonare! Non danneggiare le piante Madri, prendere solo il necessario lasciando sempre fiori, semi o quant'altro sia utile alla riproduzione della pianta.



MODALITA' DI RACCOLTA

Le erbe vanno raccolte a mano: per quanto riguarda i fiori va preso il capolino tra il pollice e l'indice e con l'unghia del pollice si incide il gambo.
Le foglie invece possono essere raccolte allo stesso modo ma è meglio tagliare i primi dieci o venti centimetri (a seconda della specie) del ramo per poi farne dei mazzetti da appendere per l'essicazione.
Le radici vanno raccolte con un coltellino col quale si scava a fianco della radice cercando di ammorbidire la terra e di non rompere la pianta. Una volta allargato lo spazio attorno, dolcemente, come una levatrice con la testa del bambino, tirate ruotando appena da un lato all'altro in modo che la pianta si sfili via con delicatezza.
I frutti o le bacche vanno sfilati via dal ramo a giusta maturazione: in genere bastano le dita ma un coltellino sempre a portata non guasta.
raccolta officinali

Un giorno forse vi dirò come raccogliere le cortecce: per il momento non ho ancora avuto il coraggio di incidere le piante.
I petali, come nel caso del papavero, vanno sfilati dolcemente dalla corona e messi un un cesto in modo che non si schiaccino tra loro. Vanno subito posti ad essiccare preferibilmente su griglie o in ampie ceste con l'accortezza di posizionarli in modo che non si tocchino tra loro.
I semi vanno raccolti a maturazione della capsula, tagliando il gambo della pianta a circa quindici centimetri dalla sommità, fatti essiccare con la "testa" dentro un sacchetto di carta e sbattuti infine per far uscire i semi.

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LA MONDATURA


Questa è un'antica operazione che richiede il suo tempo: prevede la "pulizia" del raccolto da eventuali parti guaste o insetti. Con calma si verificano le foglie, sopratutto guardando la pagina inferiore che potrebbe nascondere anche piccole uova.
Si scartano quelle ammaccate, annerite, quelle mangiucchiate, scolorite e via dicendo. Si scollano un po', si fanno saltare nelle ceste per eliminare la povere che in genere si deposita sul fondo.
Le radici si raschiano dolcemente con un coltellino per eliminare la terra in eccesso.

ESSICCAZIONE

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Una volta raccolte e mondate potete mettere le erbe dentro delle ceste dove si essiccano benissimo: all'ombra ed in luogo asciutto ma arieggiato.

E' possibile anche costruirsi dei semplici essiccatoi con delle griglie che lasciate così o ricoperte di carta velina (per avere una traspirazione ottimale) che consentono di essiccare non solo erbe ma anche la pasta fatta in casa.

Altro metodo, per le foglie, è radunare i gambi in mazzetti, non troppo spessi, ed appenderle al soffitto: arrederanno la casa mentre si essiccheranno.

Un erba è essiccata quando ha perso gran parte dell'acqua, si presenta friabile e mantiene i colori di origine benchè scuriti. Se si presenta marrone scuro o nera non è da conservare in quanto probabilmente è stata raccolta in un momento di eccessiva umidità.

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CONSERVAZIONE

Le erbe si conservano in sacchetti di carta o di stoffa, in barattoli di vetro scurito, in scatole di latta.
A volte il metodo di conservazione dipende dall'erba ma molto dipende dall'essiccazione: il vetro per esempio non fa traspirare per cui meglio usarlo per semi, radici o foglie ben essiccate.

I capolini dei fiori a volte mantengono un po' di umidità all'interno per cui è meglio metterle in sacchetti di carta o di stoffa che traspirano di più.
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Sistemate in luogo asciutto durano anche anni.
Dal punto di vista erboristico e magico ogni anno bisogna rinnovare la scorta di erbe: ciclo nuovo nuove energie.
Dal punto di vista commerciale si possono trovare erbe anche vecchie di tre anni. È il produttore ad indicare la "data di scadenza consigliata" nell'etichetta (ed in genere corrisponde ai tre anni dalla raccolta).
Non è obbligatorio inserire anche quest'ultimo dato.

Un erba vecchia, a meno che non presenti evidenti segni di degenerazione come farfalline e filamenti dalla dubbia natura, non diventa né tossica né dannosa. Semplicemente perde parte del suo potere terapeutico.
E' possibile però continuare ad utilizzarla per un bagno, bruciata con l'incenso, per una tisana e via dicendo.

La Erbe di Strie sono in vendita presso l'Azienda Strie.
Per informazioni, contatti o visite in Azienda: pagina Prodotti, Novità o via mail: info@strie.it.



© 2009 Testo di Micaela Balice per www.strie.it
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.


Immagini:
Fotografie originali di Micaela Balice eccetto:
Stampe medioevali di origine e autore sconosciuti.

Bibliografia:
AAVV, Le Erbe, Fabbri Ed. 1976
MESSEGUE' MAURICE, Il mio erbario, Mondadori, 1976
POLETTI ALDO, Curarsi con le erbe, Azzurra Ed.
POMINI LUIGI, Erboristeria italiana, Minerva Medica, 2000
JEAN VALNET, Cura delle malattie con ortaggi, frutta, cereali e argilla, Giunti, Firenze, 1987



 

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Grafica e animazioni di Maria Giusi Ricotti - Il Calderone Magico




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